AVETRANA: NON SOLO MICHELE E SABRINA MISSERI

ARTICOLO – NOTA STAMPA

AVETRANA: NON SOLO MICHELE E SABRINA MISSERI

Taranto 1 dicembre 2010, alle ore 08,45 presso il Tribunale di Taranto giuramento di Mirko Giangrande, l’avvocato più giovane d’Italia, 25 anni con doppia laurea.
La primina; la maturità al quarto anno; il regolare corso universitario per la laurea di Scienze Giuridiche e per la laurea di Magistrale in Giurisprudenza; l’abilitazione al primo anno di esame fanno sì che Avetrana abbia l’avvocato più giovane d’Italia.
Volontariato da educatore presso l’oratorio della parrocchia di Avetrana, e volontariato da assistente e consulente legale presso l’Associazione Contro Tutte le Mafie, con sede nazionale proprio ad Avetrana, fanno di Mirko Giangrande un esempio per tanti giovani, non solo avetranesi. Sarebbe gradita e meritoria la diffusione di tale evento, giustappunto per evidenziare una notizia positiva attinente Avetrana, in alternativa a quelle sottaciute ed alle tante negative collegate al caso di Sarah Scazzi.
L’iscrizione all’Albo degli Avvocati, compiuta a dicembre nonostante l’abilitazione presso la Corte d’Appello di Lecce sia avvenuta a settembre, alla cui domanda con allegati l’ufficio dell’Ordine di Taranto non rilascia mai ricevuta, è costata in tutto la bellezza di 650 euro tra versamenti e bolli. Ingenti spese ingiustificate a favore di caste-azienda, a cui non corrispondono degni ed utili servizi alle migliaia di iscritti. Oltretutto oneri non indifferenti per tutti i neo avvocati, che non hanno mai lavorato e hanno sopportato con sacrifici e privazioni ingenti spese per anni di studio.
Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto che, come riportato dalla stampa sul caso Sarah Scazzi, apre un procedimento contro i suoi iscritti per sovraesposizione mediatica, accaparramento illecito di cliente e compravendita di atti ed interviste (Galoppa, Russo e Velletri) e nulla dice, invece, contro chi, avvocati e consulenti, si è macchiato delle stesse violazioni, ma che, venuto da lontano, pensa che Taranto e provincia sia terra di conquista professionale e tutto possa essere permesso.
Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, che, come riportato nel suo sito, bandisce un corso di formazione per mediatori per la nuova disciplina processuale civile. Corso dedicato esclusivamente per soli praticanti ed avvocati e non per tutti i laureati alle discipline giuridiche. Corso che dovrebbe essere gratuito per i suoi iscritti che già pagano la loro quota d’iscrizione all’albo, ma che invece costa 350,00 euro. Inoltre l’attività formativa a pagamento si configurerebbe come prestazione di servizi e di conseguenza anche soggetta ad IVA e al versamento IRPEG. Cosa, questa, che nella fattispecie non è contemplata e che, come molti pensano sia fondata, configurerebbe evasione fiscale. Non varrebbe per i Consigli dell’Ordine l’esenzione prevista per le attività didattiche dall’art.10, comma 20, legge IVA, in quanto ciò è riferito solo a scuole ed ONLUS. Lo stesso dicasi per i corsi onerosi ed obbligatori di aggiornamento professionale, per i corsi di preparazione all’esame forense e per i corsi della scuola forense. Scandaloso è anche lo sfruttamento dei praticanti. Ma tant’è tutti tacciono: media ed istituzioni. Meglio sanzionare la mancata emissione di uno scontrino per un caffè al bar che perseguire tutti i Consigli degli Ordini professionali italiani.
Mirko Giangrande non favorito da alcuno. Figlio di famiglia indigente ed oppressa: il padre perseguitato (abilitazione forense impedita da 13 anni perchè denuncia i concorsi truccati nella magistratura, nell’avvocatura e nel notariato; processi (senza mai una condanna) di diffamazione a mezzo stampa per articoli mai scritti e di calunnia per denunce mai presentate in quanto proprio le denunce presentate sono regolarmente insabbiate; dibattimenti in cui il giudice è sempre ricusato per grave inimicizia perché denunciato). Perseguitato perché noto antagonista del sistema giudiziario e forense tarantino, in quanto combatte e rende note le ingiustizie e gli abusi in quel che viene definito “Il Foro dell’Ingiustizia”. (insabbiamenti; errori giudiziari noti: Morrone, Pedone, Sebai; magistrati inquisiti ed arrestati). Perseguitato perché scrive e dice tutto quello che si tace.
Mirko Giangrande non favorito da alcuno, perché è vicepresidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie osteggiata da tutti perché combatte l’usura, ma quella bancaria, e la mafia, ma quella istituzionale e dei colletti bianchi. E’ l’unica associazione nazionale antimafia che non abbia le sue sedi presso la CGIL, come “Libera”, e i suoi componenti sono professionisti, come Magistrati, Avvocati, Giornalisti e Professori Universitari. Ha un difetto: aver sede legale in provincia di Taranto. Libera di don Ciotti con sede a Roma, antagonista dell’Associazione contro Tutte le Mafie, con sede ad Avetrana (TA), ebbe a dire in occasione della riforma dell’assegnazione dei beni mafiosi confiscati: “è roba nostra”. E così è. L’associazione Contro Tutte le Mafie, arcinota sul web con 400.000 mila siti che parlano di essa e del suo presidente, con centinaia di aderenti in tutta Italia, con 5 siti web d’inchiesta, con 5 siti web di agenzia stampa, con spazi in tutti i social network, con una tv web nazionale, con un libro scritto richiesto da comuni, scuole e biblioteche in tutta Italia, con contatti diretti col Commissario Governativo Antimafia, non è sovvenzionata da alcuno. Ad Essa gli è impedito di iscriversi presso tutte le Prefetture; gli è impedito di iscriversi presso la Regione Puglia di Vendola, quella che sovvenziona “Libera”, e presso il Comune di appartenenza; gli è impedito di accedere al 5/1000 ed addirittura l’unica Prefettura dove è obbligata ad iscriversi, a differenza di “Libera” che può iscriversi dovunque, prima destina i beni confiscati proprio a “Libera” e poi anziché onorarsi di averla, chiede conto all’Associazione Contro Tutte le Mafie del suo operato e della sua struttura organizzativa, tramite la Guardia di Finanza. Si è dimostrato che solo ad Avetrana ci sono un centinaio di iscritti e che, nonostante l’ostracismo e i bilanci in rosso, si continua ad operare. Per verificare cosa è e fa l’Associazione Contro Tutte le Mafie, basta che si sia in grado di verificare sul web il lavoro svolto da migliaia di cittadini non omologati al sistema.

Grazie dell’attenzione.
Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE
099.9708396 – 328.9163996
http://www.controtuttelemafie.it
http://www.telewebitalia.eu

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