ARTICOLO SULL’USURA

L’ “USURA” è quel fatto, dalla legge qualificato come reato, art. 644 c.p., in cui una parte, usuraio, presta dei soldi o altra utilità ad un’altra parte, usurato, a tassi di interesse o vantaggi superiori a quelli stabiliti dalle norme. Spesso il reato di usura si accompagna al reato di violenza, minacce, estorsione, abusivo esercizio di attività  finanziaria.
L’usuraio diventa tale solo a condanna penale definitiva. Quindi ogni rapporto di prestito di denaro, ( giuridicamente si definisce contratto di mutuo, art.1813 c.c. ), non sfocia automaticamente in un procedimento penale.
Il genitore, il parente, l’amico, che ti vede in difficoltà finanziarie temporanee e che ti presta una somma di denaro, non è automaticamente un usuraio.
La persona in difficoltà economica transitoria, dovute alle più svariate ragioni, spesso giustificate: malattie, disgrazie, ecc., ma quasi spesso ingiustificate: gioco d’azzardo, vizi, mal governo delle proprie aziende, ecc., si rivolge alle banche per avere il mutuo.
Il nostro sistema bancario non è attento allo sviluppo socio economico del territorio, ma mira solo al mero profitto.
In questo caso è forte con i deboli e debole con i forti. Ossia: per un mutuo o uno scoperto sul conto corrente chiede delle garanzie spropositate rispetto al denaro da prestare.
Il cittadino spesso non può far fronte a questi ostacoli. Ecco che si rivolge alle persone a lui più vicine: genitori, parenti, amici.
In questo modo, colui il quale ha dato l’aiuto insperato diventa un benefattore. Molte volte è la stessa banca ad elargire indirettamente il denaro, che direttamente ha rifiutato di dare. Come spesso succede è la stessa banca a dare il denaro con interessi maggiorati, anche attraverso le finanziarie.
Al momento della restituzione del denaro si compie il reato di usura, ovvero di truffa.
Bisogna distinguere. L’usurato in buona fede è la vittima dell’usuraio, il quale pretende la restituzione delle somme prestate, maggiorate del doppio o del triplo. L’usurato in mala fede, che ha ricevuto il denaro e non lo vuole restituire, accusa il parente o l’amico di usura.
La magistratura è restia a perseguire le banche per usura o per concorso in usura e, tenuto conto che il reato è difficilmente dimostrabile, le denunce che si presentano sono poche. Insomma, il cittadino vittima dell’usura non ha fiducia nelle istituzioni. Senza fiducia non ci sono denunce. Senza denunce non si attiva il procedimento per attingere dal fondo di garanzia. Il fondo di garanzia garantisce, quando la pratica è approvata, solo ulteriori mutui al fine dell’estinzione dei debiti pregressi.
Oltretutto, secondo la legge 108/96, al “Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura” istituito presso l’ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento iniziative anti-racket possono accedervi solo soggetti economici e non i semplici cittadini.
In conclusione “USURA” è solo un fenomeno mediatico. Il reato di usura esiste, ma non si vuole debellare, in quanto, spesso, le accuse partono da falsi usurati.
Le archiviazioni dei procedimenti penali, inibiscono ogni forma di ribellione e di lotta contro il reato di usura e di estorsione. Ogni proclama a tutela delle vittime è solo specchio per le allodole, perché senza condanna non c’è indennizzo statale. La sig.ra Lorena Sacchi di Brescia combatte da anni contro il sistema dell’usura e dell’estorsione, in nome proprio, come aderente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie e come rappresentante locale delle vittime dell’usura. Per quanto le riguarda, a fronte del tasso usurario del 446 % a suo danno riscontrato dal perito della Procura di Brescia, inspiegabilmente lo stesso Ufficio requirente ha richiesto l’archiviazione del procedimento 9097/02 RG. L’opposizione presentata ha avuto esito negativo. Con i tempi della giustizia il reato di estorsione è prescritto, ben 6 anni di fase di indagini preliminari. Non si deve pensare che questi tipi di reati siano di pertinenza esclusivamente meridionale, per il sol fatto che la magistratura archivia e i media tacciono. Sotto la cenere del perbenismo cova una coltre di illegalità impunita e sottaciuta e a farne le spese sono tantissimi cittadini come la sig.ra Sacchi. Dai dati ufficiali si evidenzia che solo 4 reati su 100 sono puniti, e solo il 69 %  dei reati è denunciato.
Le dichiarazioni del presidente della Commissione Parlamentare antimafia Forgione accusano le banche di essere le prime azioniste della mafia. Il Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle Iniziative Antiracket ed Antiusura ha presentato un esposto presso: l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato; l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali; l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; la Banca d’Italia; la Procura Nazionale Antimafia; il Comando Generale della Guardia di Finanza.
L’esposto è presentato contro gli intermediari finanziari per presunta pubblicità ingannevole.
Per il Commissario, la propaganda sulla velocità e sulla economicità dell’erogazione del credito al consumo, a fronte di soggetti particolarmente deboli, porta spesso all’omissione di informazioni, non solo sul T.A.N. ( Tasso Annuo Nominale), ma soprattutto sul T.A.E.G. ( Tasso Annuo Effettivo Globale), che nasconde onerosissimi costi di finanziamento, di cui le persone non sono assolutamente consapevoli.
Quasi sempre l’interessato in questione ignora totalmente la misura del T.A.E.G. e scopre solo successivamente l’onerosità dell’obbligazione assunta, a volte ammontante a migliaia di euro.
Come si vede, anche le dichiarazioni delle alte Istituzioni sono sottaciute.
L’usura esiste ma è impunita ed invisibile. E’ un fenomeno avvinto nel sistema bancario e finanziario. L’usura è come la Mafia. Tutti ne parlano dal punto di vista sociologico ed astratto. Nessuno ha il coraggio di indicare il mafioso accanto a lui.
L’Associazione Contro Tutte Le Mafie ha presentato ai Parlamentari Italiani una proposta di legge, indicata sui siti.
Abolire il fondo di garanzia nazionale, burocratizzato, e prevedere una sorta di fidejussione comunale per i meritevoli, garantita da un fondo per le insolvenze. L’ente locale conosce il cittadino e i suoi bisogni, se meritevole, garantisce per lui presso le banche locali. Se il cittadino diventa insolvente, la banca erogatrice si attiva a ripetere l’insoluto dal fondo delle insolvenze. Il sistema garantisce velocità e trasparenza e può essere adottato, anche, per finanziare progetti di sviluppo.
Però si sa, in questa Italia alla rovescia, le cose utili al cittadino non sono mai approvate.
Presidente Dr Antonio Giangrande ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE
http://www.malagiustizia.eu/

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